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Inquinamento critico nella Pianura Padana: dalle allerte ai progressi

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Inquinamento critico nella Pianura Padana: dalle allerte ai progressi

Copernicus: i rischi legati ai PM10 e PM2,5 delle settimane passate

Recenti studi condotti dal Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS), un programma dell’Unione Europea, gettano una nuova luce sui pericoli legati all’inquinamento atmosferico nella Pianura Padana, concentrandosi soprattutto sui livelli di PM10 e PM2,5. Le concentrazioni orarie di PM10 nell’area durante gennaio 2024 evidenziano la complessità della situazione. Le condizioni meteorologiche e la topografia peculiare della valle contribuiscono all’accumulo di particolato, peggiorando la qualità dell’aria, soprattutto durante periodi di stagnazione meteorologica.

Allarme smog: i dati delle ultime settimane

Le informazioni delle ultime settimane hanno riportato un aumento drammatico dei livelli di inquinamento da particolato, indipendentemente dall’indicatore utilizzato (PM2.5, PM10, ozono, diossido di azoto). I dati provenienti da diverse agenzie regionali italiane (ARPA Lombardia, ARPAe, ARPA Veneto), convergono nell’evidenziare un inquinamento atmosferico alle stelle, che supera i limiti di sicurezza per la salute umana.

I dati più recenti diffusi da ARPA mettono in luce una situazione preoccupante, con il PM10 che continua a superare i valori di riferimento e la soglia critica di 50 microgrammi per metro cubo. Nei rilevamenti delle centraline di Milano e provincia, i livelli oscillano tra un minimo di 73 e un massimo di 122, mentre a Monza e Brianza arriva a 111, a Como 78, a Lecco 100 e a Varese 94. A partire dalla giornata di domenica 20 febbraio, la Lombardia ha implementato misure antismog in nove province. Infatti, la necessità di affrontare questa emergenza ambientale è evidente e le misure antismog rappresentano un passo importante verso il miglioramento della qualità dell’aria nella regione.

Quali sono le cause della persistenza dell’inquinamento nella Pianura Padana?

Le cause di questo aumento dell’inquinamento sono molteplici. La Pianura Padana, circondata da Alpi e Appennini, ha una ventilazione limitata e scarsa circolazione d’aria, fattore che accentua l’accumulo di inquinanti durante periodi di condizioni meteorologiche sfavorevoli. La densità della popolazione elevata, con un alto numero di veicoli e abitazioni, contribuisce ulteriormente al problema.

Inoltre, la presenza di importanti allevamenti intensivi e coltivazioni agricole che utilizzano fertilizzanti contribuisce alla produzione di ossidi di azoto, un altro elemento chiave nella formazione di particolato. Infatti, degli studi condotti da Greenpeace indicano che gli allevamenti intensivi producono più smog delle auto, evidenziando la complessità delle fonti in questa zona.

Ultimi dati: le precipitazioni migliorano la qualità dell’aria

Dopo una settimana contrassegnata da elevati livelli di inquinamento atmosferico, finalmente si sta riscontrando una svolta positiva. La perturbazione iniziata nel weekend e tuttora in corso ha avuto un impatto benefico sui livelli di inquinanti nell’aria. La prospettiva per questa settimana è di un costante miglioramento della qualità ambientale, grazie alle continue piogge. Infatti, la serie di perturbazioni che stanno attraversando la Pianura Padana, portando precipitazioni e neve sull’Appennino e sulle Alpi, stanno contribuendo a far abbassare i livelli di inquinanti atmosferici.

La necessità di un intervento immediato: ridurre le emissioni dirette

Vista la criticità della situazione e la concomitanza con il cambiamento climatico, che causa l’alternanza di lunghi periodi siccitosi a lunghi periodi di precipitazioni, occorre dimezzare le emissioni dirette di particolato per affrontare la concentrazione critica nella Pianura Padana. Sono necessari interventi massicci, con risorse considerevoli da investire, per esempio, nel potenziamento del trasporto pubblico, nell’efficientamento energetico degli edifici e nell’agricoltura. Solo attraverso un approccio integrato e determinato potremo sperare di affrontare questa emergenza e garantire un’aria più salubre per la Pianura Padana e le sue comunità.

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    Valeria Menichini

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